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Fuori Sincrono

by gud, ottobre 25, 2010

Sveglia antelucana, ore di dita passionali strusciate su pagine antiche, tempo perduto ad ascoltare parole leggere tanto da non lasciare segno alcuno, e finire la giornata ad eseguire ordini altrui.

In un giorno di questo tipo essere messi spalle al muro da noi stessi, di fronte all’ultimo caffé, è davvero inevitabile.
Sei lì, ed appoggiando lo sguardo stanco sulla cremina beige macchiata di latte che non volevi ma altrimenti sarebbe ridicolmente avanzato, sentendo gli interrogativi svolazzare tra le pieghe cerebrali, non puoi far altro che chiuderli danodogli quel perché che tanto reclamano.
“Ogni cosa a suo tempo”.
Questo inciso dovrei farmelo marchiare a fuoco in fronte.
E’ il monito che più mi sia stato ripetuto. E’ il post-it mentale che mi affligge continuamente.
La fretta non è mai stata una cattiva consigliera e l’ultimo minuto è il mio miglior amico e sebbene sappia che facendo le cose con calma e cogliendo i frutti da maturi, ci sia solo tanto di guadagnato, è più forte di me, faccio di tutto e mi sbatto fino all’invero simile per raggiungere ciò che corrisponda alle esigenze del mio frenetico e battente cuore.
Il punto è che la maggior parte delle volte riesco a spuntarla, o almeno penso che sia così; ma per quanto il tempo si faccia galante, quando gli passi avanti storce il naso, allunga il passo e poi ti supera di quel metro scarso che ti lascia stranito lì, ad osservargli le terga.
I biscotti e la cioccolata in tazza vanno presi e consumati insieme.
Il bagnoschiuma va versato in vasca mentre quest’ultima si sta riempiendo.
L’acqua si sala prima di buttare la pasta.
Ogni cosa a suo tempo.
Ecco.
C’è poco da fare quando, pur restando un sorriso di fondo, uno arriva coi biscotti mezz’ora dopo aver sciacquato la tazza o versa il bagnoschiuma in vasca dopo che ci si è già serviti dell’accappatoio o che porti il sale quando gli spaghetti sono bolliti sciocchi.
Non è la stessa cosa e non lo sarebbe stata.
Ogni cosa a suo tempo. Ogni tempo ha la sua cosa.
E davvero non c’è niente da fare…senza posto per i “se” di circostanza.
La cioccolata è stata lo stesso gradevole, ho usato i sali al posto del bagnoschiuma ed ho puntato sul sapore del sugo.
La luce dello schermo cessa di illuminarle il viso.
Rimette la cosa nel cassetto. Lo chiude.
Spegne la luce lasciando la stanza. Lentamente.
Nero.
Titoli di coda.

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