Mostrami come ti disegni e ti dirò chi sei

Io mi disegno spesso.
Certo, la buona dose di gudcentrismo che mi scorre nel sangue, potrebbe già di per sé essere una spiegazione soddisfacente.
Ma io ci ho sempre visto un senso differente, un po’ come in tutte le cose che si fanno spesso, ogni variante dell’abitudine, seppur impercettibile, è segno di cambiamento.
Ecco per me gli scarabocchi che disegno pensando “questa sono io”, che spaziano da sirenette pescate a condannate ciondolanti al cappio, mostrano meglio delle parole come mi senta.
Ed oggi, combattendo il tedio della domenica pomeriggio, forse addolcita dalle lucine di Natale che mio babbo ha appeso ad ogni finestra (senza generare catastrofi) mi sono disegnata così.
Sì. Ho dei bellissimi capelli.
Ma chioma a parte, ho gli occhioni sereni che si posano avanti, verso un “avanti” che, nonostante tutto, non mi fa paura, ho una voglia chiusa tra le labbra, un sogno stretto nelle mani ed una noce appesa insieme al mio cuore d’oro.

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