Il cuore della morte

Passo le notti sveglia nel deserto.
Dicono sia freddo, io mi sento a casa.
La sabbia resta comunque sabbia anche se mi scorre tra le dita.
Un punto fermo, in un continuo andare.

Perché.
Mi viene chiesto di continuo.
Non ho risposta.
Sono e basta.

Ricordo tutti.
Alcuni forse un po’ di più.
Uno sempre.

Per sempre.

Per sempre io lo dico spesso.
Priva di quel sensodisogno che si sente nelle speranze presuntuose di eterni ed infiniti amori.
Per sempre è un sipario calato.
Il dopo i titoli di coda.
La quarta di copertina.
Il silenzio delle notti nel sahara.

Non ero giovane che fuori.
Lo ascoltavo suonare per intere ore.
Lunghe notti costellate di parole.
Carezze mancate sul filo teso di un perché mai pronunciato.
Provò a baciarmi ed io scappai
desiderando con un cuore che non sapevo fosse mio
che fosse vero quel “per sempre” che gli dissi.

Tornai alla fine,
fu lui a chiamarmi.
Nessun figlio.
Nessun amore nuovo.
Il suo sguardo fermo.
Sicuro.
Sapeva.
Quel bacio.
Il più caro in assoluto.
Preziosissimo.
Terrificante.
E poi, per sempre.

Passo le notti sveglia nel deserto.
Dicono sia freddo, io mi sento a casa.
La sabbia resta comunque sabbia anche se mi scorre tra le dita.
Ti penso ancora
e non so perché.

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