Menu

nastri autentici

by gud, giugno 15, 2013

“Spero tanto tu sia sincera”

Se non puoi essere sincera non dire niente.

Vorrei un aneddoto che dimostrasse il valore di questa frase.
Ma non ce l’ho.
Non mi ricordo nemmeno dove o quando l’abbia sentita, so solo che ad un certo punto ho cominciato a tenerla a mente prima di rompere quella barriera tra le mie cose e le cose del mondo.

Così sto zitta spesso.
O parlo d’altro.

Raramente si presentano occasioni nelle quali non possa dire come la pensi a causa delle circostanze ( fin da bambina “circostanze” era una parola buffa, di quelle che fanno ridere, come   chiocciola o mortadella, parole che non sai dire senza mostrare i dentini. Essendo piccola non comprendevo che l’uso di “circostanze” in una frase implicasse in qualche modo una certa serietà e  pensare che bisognava essere seri mentre in queste stanze magari c’erano i funamboli che mi piacevano tanto o meglio ancora gli elefanti lo trovavo divertente.)
E questo rende molto autentiche le relazioni che ho, ed anche i miei diverbi.

Ho sempre voglia di verità.
E questo sia per indole naturale che perché a tredici anni non mi sentivo bella abbastanza e quindi passavo le sere a guardare la luna dalla vasistas e a scrivere poesie per il mio amore di IIF che sapeva appena come mi chiamassi.
Ho sempre voglia di verità perché come il mio buon umore va a biscotti e gelato al pistacchio, il mio cuore batte a colpi di verità, colpi bifunzionali, che fanno sì che viva e che alle volte spezzano il fiato, ti schiantano a terra e ti fanno capire che significa morire stando ancora nel mondo dei vivi.

Non è una benedizione, non è una condanna, è un dato di fatto, che purtroppo, e dico purtroppo perché sono così devota al sottosenso che vedrei un tralerighe in ogni gesto, ho imparato che quelle del nondetto e del nonfatto sono lenti rosa di occhiali che indosso spesso solo io quindi, per preservarmi, ho preso la severa e castigante ma retta decisione che sì, contano i fatti soltanto.

Le parole stanno a zero, contano i fatti. Il silenzio è un fatto.

Ora, per amore della sincerità cantata fino a adesso, mi trovo impelagata in una situazione vischiosa nella quale mi sono buttata poco gradualmente per dare una svolta conosciuta al tenore sospeso della mia vita di qualche tempo fa. Tipica scelta compiuta per sfida nei confronti della vita, io che rilancio e aspetto un’ altra mossa.
Ma se io sono stronza e presuntuosa la vita mi batte in esperienza ed ha quella pazienza che io spesso detesto.
Sono all’impasse, in un magazzino, seduta su nere, gialle e rosse casse a scegliere e studiare le mie mosse.
No, sto scherzando, non ho un magazzino e se lo avessi ci sarebbero anche casse verdi e blu.

L’unica cosa vera che volevo dire è che ieri ho preso in mano una chitarra ed ho suonato le solite cose anni 80, poi ho suonato Con il nastro rosa e mi sono incazzata da morire perché mi ha ricordato che è quello che ti direi se potessi essere sincera,

ignorando le circostanze.

No Comments


Leave a Reply

Your email address will not be published Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*