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Persona immaginaria

by gud, febbraio 6, 2014

Gerusalemme, Berlino, la Cina imperiale impallidiscono di fronte la mia capacità edile.
Il fottuto computer di John Brennan invidia la mia rete di password.
Salinger è uscito dal mondo per sentirsi esattamente come mi ci sento io, perfettamente dentro.

Sono bravissima a svanire.
L’ex fidanzata ideale per ogni fidanzata entrante.

Così brava che a volte ti chiedi se sia stato vero.
È stato vero quel bacio?
Era mia la mano che hai tenuto stretta per tutta quella festa?
È con me che hai riso?
Ti sei svegliato davvero abbracciato al mio corpo?
È stata vera tutta la voglia che avevi anche solo di vedermi?
È stato vero che ho provato lo stesso?

Il dispiacere annega nell’evaporazione della presenza
ed è dell’assenza di qualcosa, che diventi compagno.
E dall’essere, il posto rimane occupato da quel che c’era, altrove, in altro quando.
Un posacenere tiepido, un mozzicone schiacciato.

Ho sette vite, tutte partite allo stesso battere.
Morirò una sola volta per davvero, per togliermi il pensiero, ma le altre sei costano lo stesso sangue.

Mi piacerebbe andare al cinema a vedere quella bella replica.
Non per la pellicola ma per quel che era mentre ancora vergine da prima visione, ero.
L’intravedere del bordo in pizzo delle autoreggenti, il fascino delle prime file di una sala non lo capisce nessuno.
Il biancoenero sulla tua mano, tra le mie cosce, dona.

Vorresti portarmi a cena, c’è quel giapponese che tra luci soffuse e carta dei vini ti sembra adatto.
Io penso che il sashimi potresti mangiarlo senza le mani, lungo il mio addome.
Non che mi piaccia bruciare le tappe ma se devo scegliere in che luogo fingere, il letto lo preferisco.

Non puoi salvare un’educanda in un corpo da stronza.
Nemmeno se sei un boyscout.
Non puoi salvare una stronza in un corpo da collegiale.
Nemmeno se sei il più sincero bastardo.

Anche mancarsi è esserci. 
Non mi interessa se non annuisci.

La vicinanza che raggiungi, al fulcro vivo in fondo a gl’occhi a mandorla che mi ritrovo, la paghi sempre in diretta proporzione ai chilometri di evanescenza che troverai domani, cercando il portone della nostra casa.

Sono bravissima a svanire

Così brava che a volte mi chiedo se sia stato vero.

Girassi anche Gerusalemme, Berlino, la Cina intera non mi troveresti.
E come sempre, è tutto ciò che vorrei e non vorrei, insieme.

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