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Resti

by gud, luglio 20, 2014

La guerra è finita.
Ho fatto come dicevi, le mani le ho affondate nel sangue ed ora è già maggio ed il ghiaccio che ha spaccato le grondaie si è fatto lago, fino alle mie caviglie.
Dimmi che avevi ragione, che se anche la guerra ha visto la fine, l’amore no, l’amore resta.
E non i resti, arbusti di abeti abbraccianti più neve di quanto potessero, secchi sulla terra morbida di nuovo.

Aghi nelle ginocchia mentre le sciacquo intorno alle croste, e fango e sangue sono lo stesso.
Resto, stremata ma non stanca.
Ti cerco nel rosso di questo sole che mi frizza gli occhi.
Nessuna crosta ad avere cura del cuore.
Una molle ferita languida che batte qui, nello spacco del petto.
Devo reimparare ogni gesto per non farmi male.

Un guscio colmo di cenere. Non guardarmi adesso.
Stringimi forte, non voglio respirare il vento se non ha il tuo odore.
Mi circondo di città edificate di niente e resto stupita dai timpani in polvere per il silenzio di questo addio sordo.
Non basta niente e mi tuffo nel lago sciolto di un sogno costruito solo per farmi guardare ancora.

Non ho più polmoni.
Non ho più occhi.

Ci sono solo io
nel mondo tutto
ci sono solo io
e io sola sento squarciare quello che è rimasto in quest’anima secca.

Non ho più voce
Non ho più occhi

E grido in un cuscino di ricordi che mi manchi
mi manchi così tanto che sono piccolissima.
Piccolissima. E a pezzi. Piccolissimi.

Non ho più lacrime
Non ho più occhi

E tengo stretta e gelosa ogni pianto dedicato,
come un segreto delicato, soltanto nostro, per sempre amore mio.

Sto qui, sbagliata
e ti cerco e ti trovo ed è tutto da capo.

Ho fatto come dicevi.
Ma preferivo la guerra ai resti.

Resto.

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