Bagno Primavera

È mattina, è luglio, mi sono appena fatta asciugare dal sole, l’acqua era tiepida, la sabbia di lava.

Sfilo il prendisole dai raggi dell’ombrellone, me lo lascio scivolare addosso insieme a qualche granello.

Cammino scalza sul sentiero di legno sbiadito, attraverso l’entrata trionfante del bagno, mi avvicino al bancone del bar, il granito in ombra è freddo.

Vorrei dire che ordino un Franciacorta perché è più musicale ma credo di aver chiesto un prosecco umile e onesto, in un calice appannato.

lo sorseggio nella quiete della vacanza, il genere di vacanza dal profilo sottile, serena come quelle nella casa di famiglia, in un’età il cui la compagnia della stessa si è trasformato in un calmo piacere.

L’ultimo sorso riecheggia del salmastro della mia pelle, ancora calda di sole.

Per me questo sei.

 

 

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