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Ce l'avete la matita azzurra?

by gud, dicembre 3, 2009

Non porto l’orologio al polso.
Ne ho tanti che potrei indossare, quasi uno per ogni colore di golfino ripiegato nei miei cassetti.
Me li hanno regalati tutti.
Forse le persone mi vedono sprovvista di questo curioso oggetto e me ne fanno dono pensando che, grazie al loro regalo, non sarò più manchevole, avrò un aspetto completo.
Perchè gli orologi danno quel qualcosa che rende ben definita una persona…
nel mio immaginario, l’orologio ha un suo perchè. Proprio per questo non tutti lo portano.
Proprio per questo io non lo porto.
Forse sono fuori dal tempo.
Se arrivo in ritardo però, non è per l’orologio che non guardo quanto per tutto quel procedimento femmineo attuato immancabilmente, prima di ogni apparizione pubblica.
Fuori dal tempo vivo, torno, mangio, dormo…scrivo.
Oggi è cominciato talmente presto che non ho l’impressione che sia davvero solo mezzanotte…
Bello. Il giovedì è la giornata appassionante.
Fumetto alla Sottoponte Academy e poi Teatro col buon vecchio Joe!
vogliamo parlarne?
Di Teatro non dirò niente fincè non mi sarà venuto in mente quale monologo portare… scadenza? Martedì. ho tempo per disperarmi…
Parlando del Sottoponte…beh, in quel luogo, non so per quale genere di influenza magnetica, si sviluppa il mio lato cinico. CINICISSIMO!
Forse è la vicinanza ai rastini della mia amata M. che risveglia questa mia indole repressa?
Non so ma sicuramente, la gente che frequenta quell’amabile luogo, presta anche troppo ingenuamente il fianco ai miei occhi che non perdono l’occasione di notare il terribile.
Con Giorgia, sotto la tacita (nemmeno poi tanto tacita) benedizione del Mastro Pagliaro, stiamo progettando l’occultamento temporaneo(?) di un piccolo aspirante fumettista.
Si un bambino.
Siamo spietate carogne?
No. Affatto.
Lui. Lui e quella sua vocina scivolosa e petulante. Lui è il male.
Lui mi ricorda la mancanza di qualcuno…qualcuno tipo Erode.
Esagero?

“ho sclitto tutto in un piccolo follio, chissà come falò a leggele dopo!”
“posso fale i disegni piccoli?”
“ahahahahah” _ risata immotivata_
“potlei complale le gomme da cancellale cinesi? pelò devo sapello in tempo pelchè dovlò fale glandi acquisti, dovlò poltale una lista…piccola pelò!”
“ahahahhahah” _ risata immotivata leggermente inquietante_
“Potlei disegnale un cimitelo? pelfavole! un cimiteloooo”
( la risposta è si soltanto se prometti che quel cazzo di cimitelo sarà il prossimo ed il definitivo posto dove ti ritirerai per il resto della tua odiosa vita )
“aahahahhahah” _ altra risata dubbia_

La risposta è no.
Noi siamo le eroine.

Ma le sventure non sono finite qui… e non mi riferisco ai compiti per casa, piuttosto che all’acquisto di Glamour…quanto alla mia compagna di banco.
Naturalmente non parlo della splendida M. ma di F.
F. poteva starmi simpatica prima che ci parlassi?
Forse.
E dopo?
La faccenda si fa spinosa.
F. ha un difficile rapporto con la madre, che ha dipinto verbalmente come un’insensibile strega bettolaia . Suo padre l’ho visto due volte in meno di un’ora.
F. ha diciassette anni.
Ha diciassette anni e vuole parlare ad ogni costo.
Il fatto è che certi falsi ed inconsistenti intllettualismi poteva risparmiarseli.
Non mi piace pensare “poverina/o/e/i” delle persone.
Non mi piace perdere di vista l’umile me ma quando è troppo… è semplicemente troppo.
Ad ogni cosa idiota, spacciata per filosofia spicciola, che pronunciava, M. ed io ci scambiavamo uno sguardo eloquente.
Non ho mai osservato con tanta assidua passione le iridi della mia cara amica coi rastini.
F. ha tirato in ballo il solito idiotissimo discorso sulle conquiste delle donne, declamando un’irragionevole dose di femminismo e rivendicando il diritto fisico del gentil sesso, di indossare i pantaloni al posto delle gonne ( cosa che pronuncia con la o stretta. ridicolo. buffo.no, ridicolo!)
Lì si è intavolata una piccola discussione sul fatto che i pantaloni, per queste donne, non fossero una rivendicazione felice quanto l’ennesima triste storia trasformata in mito.
la cosa si è conclusa con il silenzio sdegnoso di M e me, ed F che sen’è uscita con una frase del tipo :” non so come si possano portare le gonne. non mi piacciono proprio”
al che, avrei tanto voluto aggiungere “oltre che la gonna, non ti piace nemmeno la doccia…la prossima volta mi procuro un arbre magique al profumo di MentoloAntirompicoglioni così son sicura di poter respirare col naso e tornare a casa con ancora un po’ di fiducia nel genere umano!”
ma non l’ho fatto.
Con un dolce peso in più, ho saltellato con M fino alla soglia.
Appena fuori, dopo qualche avance col fumo di sigaretta, che mi ha fatto tossire molto poco cinematograficamente, M mi ha stampato un bacio alla ViaColVento scandalizzando tutti i disabituati presenti. 😉
Ironia della sorte, dopo quelle due ore ho persino apprezzato gioiosamente che P profumasse di sapone.
Divertente…ho pensato.
“ciao, ci vediamo il plossimo giovedì!!!”
Un precisissimo colpo. materia grigia schizzata su una ruota di bicicletta. sguardi sereni ed una corsa alla fermata tel tram.

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