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La pagina bianca.

by gud, dicembre 10, 2009

Giornata lunga lunga lunga.
Lunghissima. Infinitamente lunga.
Sono qui a fingere disinvoltura dopo aver visto il solito maledetto telefilm che mi fa sempre, puntualmente piagere.
insopportabile.
E poi tutte queste notizie mi alterano.
Perchè non si può accendere quella macchinetta infernale senza essere inondati di notizie non richieste.
Mi fanno gola con l’ultimo LG, la mia libidine tocca stellari livelli per ogni nuovo profumo pur homme e tutto ciò mentre ho un cinghiale sullo stomaco ed ho pure finito i brioschi.
Come se ciò non fosse sufficiente mi dicono dei trent’anni dati a quello perchè hanno posticipato l’ora del decesso della fidanzata morta, del nobel a Obama perchè va di moda
e di Corona che si vergogna d’essere italiano perchè gli hanno dato tre anni al gabbio perchè chiamava “lavoro” ricattare i così detti vip per le loro segrete sconcezze?
Mi vergogno io. e che palle anche!
In più, sono ossessionata da un’idea.
No, non è un’idea. E’ più simile ad un post-it mentale, una finestra del mio windows cerebrale che si diverte ad inquietarmi.
Sono giorni che penso “e se non mi venisse più in mente niente?”
Alla fine, il mio mastodontico impero si basa su ciò che di più inconsistente ed inaffidabile esista al mondo: l’idea.

Ma non quelle di Platone.
e allora?
beh si, solitamente (mi) rispondo così ed il problema alla fine non si pone.
Il fatto è che ultimamente mi capita di dover fare “affidamento” su queste idee ed ho bisogno che siano buone…
Leggo, vivo il presente, poche cose mi passano inosservate e questo mi aiuta.
ma basta?
Non so, mi sono svegliata una di queste mattine, con in mano l’unsostenibile leggerezza dell’essere. e da allora vivo con questa damoclea spada, intravista ogni volta che alzi lo sguardo al cielo.
Si, ho esitato a parlarne ma non potevo ignorare questa “cosa” ancora.
Ho salvato più di 20 pagine come bozza e inzuppato TROPPI biscotti in fiumi di schiumosi cappuccini in questi ansiosi giorni.
Non ho il coraggio di guardare la bilancia.
Per limitare i danni di una serie di infruttuosi ed autolesivi pensieri, mi chiedo cosa possa mai cambiare, oltre all’ansia paranoica, il fatto che io sia più o meno consapevole della precarietà della mia fonte.
Oh santi numi! io sono perseguitata dalla consapevolezza.
ecco la verità.
E non posso farci niente.
Non che non sappia essere serena, spensierata o felice!
Ma non sia mai che non indaghi su ciò che mi “affligge” o mi dia l’occasione di arrovellarmi!
Mi serve un’illuminazione.

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