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E & M

by gud, novembre 9, 2010
I baci caldi, i movimenti frenetici, il respiro veloce, gli abiti come ostacoli da strappare via.
Gli sguardi scagliati diretti come proiettili, atti a bruciare dentro quanto più possibile.
L’inferno. La beatitudine. L’immenso in una stanza. In quella stanza.
E adesso, tra le stesse quattro mura, il respiro si faceva corto, stretto dal morso allo stomaco.
E. è lì, raccolta in un angolo del letto, il viso occultato dai capelli ed il pianto strozzato in fondo alla gola.
Vuole che M. la stringa a sé. Vuole sentire l’odore della sua pelle, vuole le manchi il fiato ascoltando il battito corrispondente dal suo petto. Vuole, o meglio ri-vuole quel senso d’appartenenza che M. le aveva dato in tutto quel tempo.
Lui l’aveva trovata, lui l’aveva salvata, lui l’aveva resa bella, o meglio, lui le aveva mostrato quanta bellezza fosse racchiusa in lei. Lei che si era sempre sentita sbagliata. Lei che non si era mai sentita pura.
In quel momento, i loro corpi, i loro occhi erano come avvolti dalla nebbia, in un notturno invernale.
M. sta in piedi, di fronte a lei.
E. alza piano la testa, i due si guardano, M. si volta verso la portafinestra.
E. scatta, arriva davanti a lui.
Vorrebbe urlare, vorrebbe gridargli tutta la sua rabbia, tutta la sua paura folle.
Invece si avvicina, trema, gli posa le mani gelide, sul viso, quasi si scusa e gli occhi le si fanno lucidi.
M. si volta verso di lei, la vede bella, bella come sempre, forse più di sempre. Sente le vertigini fissando quegl’occhi grigi e spofonda in se stesso.
Vorrebbe non sentire il peso dell’equilibrio infranto.
Vorrebbe soffocare in un abbraccio devastante il proprio terrore.
E. lo guarda ” baciami ancora” dice piano.
M. vorrebbe farlo, non desidera altro. Esita.
E. si alza sulle punte, socchiude gli occhi e posa le sue labbra morbide su quelle di M.
Lui non si sente degno ma la sente sua.
La stringe forte. Più di sempre.
La bacia. Davvero.
La respira. Affondo.
E’ suo come non mai.
Si trascina su di lei.
La bacia ancora.
L’unica desiderio è raggiungerla.
Ed è un altro brivido tra le lenzuola increspate.
E. scivola via. Lo guarda e si rannicchia in un angolo del letto. Sfatto.
Il volto occultato dai capelli e l’inclemenza in fondo alla gola.

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