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A Prima Svista

by gud, giugno 12, 2011

Aldilà del talento, dell’occhio, dell’abilità che si possa, scusate l’assonanza, possedere,
chiunque sia visivamente sensibile, porta con sé una piccola grande maledizione.
Si innamora.
Di continuo.
Di quell’angolo di strada.
Di come quell’auto rifletta il sole.
Del rosso violaceo delle foglie di quell’albero.
Della terrazzina in fiore che si nota per caso.
Del ragazzo seduto a quel tavolino del bar.
Dello sguardo sereno di quell’anziana signora.
Dell’espressione buffa di quel cane.
Di come tornino le pieghe dell’abito di quella ragazza straniera.
E di queste e di mille altre cose e persone ancora.
Per quanto sembri un jolly, una scusa da tirare in ballo appena un soggetto artisteggiante manchi di attenzione alle responsabilità della vita quotidiana tipo :

“Giuliaaaa perché non funziona il telefono???Hai pagato la bolletta???Ti avevo lasciato i soldi nella biscottiera!!”

“Beh mamma, lo so che la bolletta è importante, ma non puoi veramente essere arrabbiata con me se non ho pagato, perché proprio mentre stavo entrando per adempiere ai miei doveri, beh mi sono innamorata di…”

“Ancora… e per curiosità, i soldi che fine hanno fatto?”

“Ohiohi ma come sei venale…cioè la superficialità fatta mamma…”

Ecco in realtà non lo è.
Non lo è affatto.
Ed il risvolto ancor più grave è che quando questi soggetti si innamorano, quando io mi innamoro, anche nel tempo di un secondo, a volte, un po’, è per sempre.

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