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Superare la fine di una relazione, Parte I

by gud, novembre 14, 2011

Alla fine, malgrado ogni buona intenzione, ci si casca sempre!
Certo è un sentimento bellissimo, forse il più bello tra tutti quelli esistenti.
Ma per quanto uno ne possa provare, nel caso sfortunato in cui esso finisca o decida di prendersi una pausa da te, è decisamente il più fottuto bastardo.

Mettiamola così:
se l’amore finisce è perché doveva finire.
Non importa quanto o quanto poco ci abbiamo provato.
Finisce.
Come il latte la domenica mattina, quando la coop è chiusa e tu ti svegli pregustando il tuo cappuccino casalingo.
Come il dentifricio, che ovviamente finisce la sera, prima di andare a letto, dopo la frittata di cipolle della nonna.
Come la nutella, che da fuori pare che ce ne sia più di mezzo vasetto, e nel momento del bisogno, una volta aperta, non ne contiene nemmeno un cucchiaino da tè.

Ecco così.
Quando queste cose succedono, oltre ad uno sconforto iniziale di fronte al bisogno impellente di soddisfarci, non passiamo il resto della giornata a interrogarci sul perché ciò sia accaduto e di sicuro la nostra mente non ci proietta i “the best of” dei momenti passati a montare la schiuma, a passarci il filo interdentale dopo una passata di AZ o a spalmare nutella sulle superfici più improbabili.
Certo, queste sono cose che si possono comprare, è vero, ma anche con l’amore si può arrivare ad un riacquisto.
Il succitato amore, per quanto sembri un ente fisica capace di scorrerci sotto la pelle, riempirci il cuore, stringerci lo stomaco è una condizione mentale.
Così come l’immenso et devastande dolore per la sua perdita.
Una condizione mentale.
E come tale va presa, smitizzata e superata.

Qualunque madornale errore tu o lui abbiate compiuto, il fatto è che tale binomio sentimentale non ha più modo di esistere.
E quando uno dei due ci rimane sotto, inizia quella fantastica fase costellata da:

lo amo
non posso vivere senza di lui
la mia vita non ha più senso
se lui non mi ama più come posso amarmi io
se lui non mi ama più come potrà amarmi un altro
non è possibile
come lui non c’è nessuno
nessuno mi renderà mai così felice
voglio morire

E sono tutte vere. Sì sono tutte vere per quella Te che stava con lui.
Ma ora, non è più così, ed anche se la cosa che sembra più giusta da fare sia stare ad attendere un qualche ritorno, mantenendo vivi i ricordi e conservando ogni dettaglio di lui…beh no.
Io credo nell’amore. Molto. Moltissimo.
Ma non si può amare una persona che vive in riflesso del sentimento per un’altra.
E’ necessario avere ben strette in mano le redini della propria vita, tenerla in riga tra passioni, hobby, amici, parenti e doveri.
E’ necessario liberarsi da fantasmi e paure che, anche se non pare vero, non risolveranno mai il senso di ansia e sofferenza nel ricordare quel “non ti amo più”.
Non sì è pronti ad amare, come non lo si è a non amare più.
Succede, sì, bisogna anche volerlo.
Quindi, dopo che hai smesso di affettare chili di cipolle per non ammettere che volevi ancora piangere su quel cumulo d’affetto di cui non sai che fartene, dopo aver scritto papiri di speranze deluse, dopo aver ascoltato la discografia della Pausini, di Giorgia, Arisa e 883, dopo tutto questo, bisogna accendere il cervello.
Ogni cosa accade perché deve accadere.
Si poteva fare di più? sicuramente.
Ma è andata così ed è un fatto.
E l’unico altro FATTO che hai è te stessa.
Quindi, è una strada contorta e scomoda ma fattibile.
E se ce l’ha fatta Jennifer Aniston, scaricata da Brad Pitt per Angelina Jolie…
Possiamo farcela anche noi comuni mortali.

1 Comment


  • ... Alle volte, G, specie quando viene quest' ora, piacerebbe solo sapere che cosa si potrebbe dire. O che cosa si sarebbe potuto, per alleggerire un poco quella cosa sul cuore.C ya, G.

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