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Oggi sono Fenice…

by gud, dicembre 12, 2011

“Sebbene paia ridotta in un cumulo di ceneri spente, rinascerà regale, libera e maestosa come non mai prima d’adesso. Cova sotto la cenere, il più compresso e ardente fuoco. Nulla è mai perduto se come l’Araba Fenice custodiremo in cuore il sacro fuoco di rinascita e speranza. Nulla è mai perduto.”

Ci sono cose che sento spesso ma non capisco che in un momento.
Cose che so ma che comprendo tutte insieme con un click.
Col disegno è facile da spiegare.
Le regole di base sono le stesse e tutti le sanno poi c’è un momento in cui, quello che hai sentito, quello che hai imparato, si unisce a te, diventa parte di te fino in fondo.
E la regola ti si rivela e diventa tua.
E a me succede anche nella vita.
Ci sono cose che credo di capire, poi mi sveglio un giorno e vedo. Vedo davvero.
Vedo che fino a quel momento non avevo capito un cazzo. O quasi.
E Comprendo.
Ed è una bella sensazione.
Non voglio spiattellare più di tanto le mie noiosità personali, ma chi mi conosce sa che non sono stati mesi leggeri questi.
Ero infelice da tanto tempo e questo mi aveva corrotto l’esistenza, facendomi male, riempiendo di responsabilità persone che non avevano colpa della mia cecità.
Guardandomi indietro non è che veda un mostro egoista…
Vedo un sacco di errori fatti perché non ho saputo, fino ad ora, riconoscere la matrice dei miei problemi.
Ed oggi mi sento come dopo un incubo orrendo, il cuore mi batte ancora per le cose che contano, vedo le persone per quello che sono e non per quello che vorrei, ho ritrovato le cose che mi piacciono, le amiche, le passioni, ho ripreso a suonare, a disegnare, a scrivere, a studiare, ad ascoltare le canzoni che mi fanno sentire me stessa.
Questi mesi, questi sbagli, non voglio cancellarli, hanno comunque ritirato fuori ME.
ME come non ero da un sacco di tempo.
Quindi non voglio dimenticarli. Voglio giudicarli per quello che sono.
Una fase di passaggio durante la quale, questa ubriacatura di sofferenza e malessere è venuta fuori tutta.
Ed è stato devastante.
Ed ho pensato di non farcela, ho pensato che sarei rimasta tutta la vita una depressa cronica insoddisfatta.
Invece no.
Ho tirato fuori ogni problema, ogni cosa che non tornava ed è stato come infilare le mani tra i cespugli di rovi per arrivare a sbarbarne le radici.
Mi sono graffiata.
Ma mi sono svegliata una mattina ed i rovi e le radici erano nella pattumiera, io avevo, ho, qualche cerotto ma il mio terreno è pulito.
Scevro da erbacce.
Parentesi agreste a parte, questa potatura mi ha lasciato un modo migliore di affrontare la vita, un punto di vista sereno ed equilibrato che avevo perduto.
E’ tutto da dimostrare, certo.
Ma non ho paura di farlo perché sono la persona che avrei voluto essere e che non sapevo come diventare.
Non pretendo affatto di essere creduta sulla parola, non voglio niente gratis.
Questo mio percorso è stato sofferto da me come da chi avevo intorno ed ho ferito chi non lo meritava.
Quindi sono qui.
Con le mie certezze aperte nel cuore e la voglia di esserci.

“Ed essendo sincero
Rimango presente
Ma non sono com’ero
E quella voglia di dirti ridendo
Ti verrò a prendere con le mie mani
E sarò quello che non ti aspettavi
Sarò quel vento che ti porti dentro
E quel destino che nessuno ha mai scelto
E poi l’amore è una cosa semplice e adesso…
Adesso te lo dimostrerò.”

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