Paradosso minerale naturale

Acqua passata non macina più…
accidenti però quanta ne è scorsa sotto i ponti.
Non ci somigliamo più come una volta, o forse sì.
Come due gocce, anche se ne basta una soltanto per traboccare.
Sono diversa.
Ma anche la stessa, sempre acqua e sapone e mi sento ora come allora, un po’ pesce, un po’ fuor d’acqua anche se quest’acqua me la trovo sempre alla gola e allora ti penso e se per te sembrava tutto facile come bere un bicchier d’acqua io in quel bicchiere mi ci perdo, mi ci affogo di continuo.
E allora me ne sto qui, in silenzio, stando attenta a non rovinar ponti e ad attendere che le acque si calmino da sole.
Non me ne lavo certo le mani, solo attendo che le gocce scavino la pietra.
E lo fanno. E l’hanno fatto.
Eccomi qui.
Dopo mille buchi nell’acqua, dopo mille volte in cui dicevo che non avrebbe piovuto per sempre mentre continuava a diluviare sul bagnato.
Eccomi qui con questo mare che tra il dire e il fare è diventato strettissimo, asciutto, inesistente.
Rompi questo ghiaccio e portami al tuo mulino.
Di nuovo.

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