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Scalinate Reali e Draghi Immaginari

by gud, dicembre 21, 2013

Le faccende ordinarie sono come fiabe, senza introduzione persa nel tempo e senza il narratore che si prenda la responsabilità di una speranza duratura nel finale in dissolvenza.
Ci sei tu che scrivi, leggi, insceni, ti disperi e pensi che le illustrazioni siano perfette anche se potevano farle pure un po’ più belle,
visto quanto ti è costata questa impresa.

Facciamo che è notte.
È notte e l’aria è quella delle feste.
La musica c’è, l’open bar c’è.
C’è situazione.
Esiste un momento proprio fisico, in cui puoi vedere le persone che parlano, divise in due.
C’è cosa dicono, come si mostrano, che è come un guscio satinato, interessante, magnetico.
E poi c’è un seme, un nocciolo, un grumolo pulsante che grida un bisogno immenso di essere voluto bene.
E lo scalino più ripido è il salto nel buio dell’essere sinceri.

Baciami perché mi piaci, non solo stasera.
Stringimi e dimmi che anche se non sono sempre giusto, tu ci sarai lo stesso.
Dormi con me, restiamo abbracciati, fino a dopo colazione.

Facciamo che è giorno.
È dicembre e c’è quell’aria che buca il naso.
Gli addobbi ci sono, i bar accoglienti lo stesso.
C’è situazione.
Esiste un momento proprio fisico in cui puoi vedere le cose che succedono incollarsi e fondersi alle cose che vorresti succedessero.
E puoi vedere la persona con cui parli che ti sta dicendo, e insieme tu che la guardi.
E sei lì. E altrove. E altrove è ancora più lì.
Il salto nel buio più coraggioso da fare è superare lo scalino della sincerità.

Mi sei mancato da morire.
È bello tornare qui.
Bello. Bellissimo. Tu.

Il mio drago immaginario si chiama saròsincerasuisentimenti.
La S mi è sempre stata ostica.
Rimarrò sempre autentica.
E sono eroe in sella al cavillo.
Il non detto grida il non fatto e graffia, graffia forte.
E sono fanciulla alla finestra della torre.
Guardo l’orizzonte, desidero l’infinito.

Resto immobile mentre dentro è l’universo.
E fuori tu.

Facciamo che è notte, giorno, pomeriggio tardi, domenica sera, giovedì mattina, sabato, eclissi, capodanno e compleanno insieme.
Che i draghi sono morti e gli eroi stanchi ma non vinti.
Che hai visto, ho visto, e siamo stati e siamo azione.

Che hai letto tutto anche se non ho scritto niente.

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