Menu

Tra sostituta e sostituita

by gud, maggio 25, 2014

Non è bello ma bisogna prendere atto di questa fetta di realtà:

le persone ti sostituiscono.

Un giorno sei l’amica ed il giorno dopo la spettatrice in ultima fila.
Un giorno sei l’amore ed il giorno dopo sei uno sguardo basso nel cambiare marciapiede.

E se nella maggior parte dei casi, un sostituito finge indifferenza, ci sono giorni in cui riguardare la vita che vivevi solo poco tempo prima, interpretata da un’altra attrice, è un dosso su cui non si può evitare di inciampare.
Io almeno non posso, mi piacerebbe provare realmente il disinteresse che mostro, ma non sono così figa, ancora.
Quindi quando vedo quell’amica di un tempo sincero e passato, fare le nostre cose con nuova compagnia, mi duole il cuore.
Quando rileggo i messaggi di una cronologia antica, lo stesso mi piange.
Quando mi succede qualcosa che so chi capirebbe, mi fermo, insieme al cuore di cui sopra, un attimo prima di telefonare.

Non ho mai fatto grandi danni intenzionali, ho però un carattere che mi fa sentire in dovere di chiedere spesso scusa ed un orgoglio che non sempre me lo permette.

Ma non è tempo di sensi di colpa, in fin dei conti, si è sempre in due a scegliere se scegliersi o meno.
Non è una lettera per chi mi ha sostituita nel cuore, al parco, in biblioteca, al ristorante, sul divano del venerdì sera.
È una lettera alle sostitute.

Sostitute, protagoniste delle mie malinconie e, talvolta, dei miei insulti, personificazioni dei miei rimpianti, interpreti delle mie vite parallele nell’universo dei se, voi, che dormite in un letto di vita che ho preparato anche io, voi che trovate morbido un cuore che ho massaggiato ed ispido uno che ho bucato, voi che vivete un presente che per me è passato, voi, prendetevi cura di chi mi ha sostituito. Vogliateli bene come ho fatto io e meglio, siateci sempre e rendetevi conto della fortuna che avete.
Siate pazienti e tutto andrà bene.
Capiterà che in una sera di sentimenti, chi vi ha assoldati si perda in uno sguardo che non vi corrisponde, ma sarà solo un pensiero, il tempo di un messaggio ad un ricordo salvato ancora in rubrica. 
Il potere è nelle vostre mani, sostitute care, fatene buon uso. 
Vogliate bene e vogliate il bene delle mie vecchie amiche, del mio vecchio amore.

Io farò lo stesso.

Un giorno ero l’amore ed il giorno dopo uno sguardo basso nel cambiare marciapiede.
Un giorno ero l’amica ed il giorno dopo la spettatrice in ultima fila.

Anche da qui, la vista è uno spettacolo.

5 Comments


    • Reply Cancel Reply
    • maggio 25, 2014

    Hai ragione, l' amicizia é uno degli ambiti che più facilmente é soggetto a rinnovamenti: gli amici del liceo soppiantano quelli delle medie, quelli dell’ università soppiantano quelli del liceo e così via. Quando si chiude un ciclo e ne inizia un altro, inevitabilmente le persone con cui hai vissuto un periodo ormai finito passano in secondo piano rispetto alle nuove conoscenze. Io ho cercato di ribellarmi a questo processo, cercando in ogni modo di tener vive le amicizie delle medie, del liceo eccetera, ma spesso mi rendevo conto che dall’ altra parte non c’era collaborazione, non c’era lo stesso interesse a mantenere in vita il rapporto.

      • Reply Cancel Reply
      • maggio 25, 2014

      sì è molto vero, le persone non crescono sempre in modo compatibile. Questo non rende meno vero ciò che c'è stato nel momento di condivisione, solo un po' più solitario quello che viene dopo ma si vive bene lo stesso. Mi piace credere che niente sia definitivo, nemmeno un allontanamento. È bello costruire nuove amicizie quanto riscoprirne di sempreverdi nel tempo

        • Reply Cancel Reply
        • maggio 25, 2014

        Concordo pienamente. Grazie per la risposta! : )

    • Reply Cancel Reply
    • maggio 25, 2014

    Ci ho riflettuto anche io tante volte e allora mi sono alzata alla ricerca di mie sostitute e sostituti...ma non sono buona a trovarli! Chiunque abbia avuto un ruolo, bello o brutto, più o meno importante, nella mia vita ha un suo posto nel cuore e nella pancia, che nessuno mai oscurerà. Allora un po'li invidio quelli dalla memoria labile, per cui è così facile sostituire una persona, perchè interessati solo al ruolo che essa deve svolgere: confidente, amante, entertainer. Io voglio bene alle persone e se se ne vanno o le mando via, so che alla fine un posto vuoto lo lasceranno, un posto vuoto che mi servirà per riflettere e per crescere, ma che alla fine mi darà sempre un po'di disagio.

      • Reply Cancel Reply
      • maggio 25, 2014

      sono perfettamente d'accordo con te. Io faccio molta fatica ad aprirmi con sincerità, il che mi ha sempre dato l'illusione che una volta fatto sarebbe valso altrettanto per la persona con cui avevo deciso di condividermi, ma ovvio che non è così. Quando me ne vado o qualcuno se ne va, rimane un posto vuoto, poi passa il tempo e arriva qualcun altro, ma è un altro paio di maniche. Il disagio è una costante, forse fa anche apprezzare meglio i legami sopravvissuti, vedremo

Leave a Reply

Your email address will not be published Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*