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Per-me-per-te

by gud, luglio 25, 2014

Venti minuti ad intrecciare un’acconciatura alla greca per poi sciogliersi i capelli e finirci immersa parlandomici attraverso. Come sempre.
-Non sei quel tipo di donna- le dico, e lei si accartoccia intorno alla sua spalla sinistra, arrossita tra imbarazzo e sdegno altezzoso.
-Ma che ne sai tu di che razza di donna sono- in ripresa leonina si ricompone e riprende in mano la tazzina ancora piena.
-Lo so perché, anche se lo detesti, ti conosco bene. Anzi, forse proprio perché lo detesti-
-Lo sai che sei un presuntuoso del cazzo?-
-Lo sai che hai un sorrisetto che mi fa impazzire? Da schiaffi eh, però…-
-Idiota.- serissima e smorfiosa, le butto un bacio e lei scuote la testa prima di prendere di tutta fretta la borsa, l’enorme borsa, aggrappata in bilico sulla spalliera della sedia di legno.
-Ho una cosa per te. Anzi ho una cosa per me- dice la sua voce dalla borsa- cioè, ho una cosa per te per me, se la trovo-
-Cos’è una cosa per me per te?- 
-Hai presente quando torni da Parigi con i cofanetti di quel negozio di lingerie che mi piace tanto?-
-Sì molto bene-
-Ecco quello è un regalo permeperte.- chiarifica la voce della borsa.
-E quindi? Pizzo classico o qualcosa di diverso?-
-Ma che fai, il simpatico?- ride- Ecco l’ho trovato!- emerge dalla borsa- Allora chiudi gli occhi! – li chiudo- No, no anzi aprili.- sorrido, la guardo, mi guarda e tiene in mano qualcosa, appena sotto il tavolino.
-Allora, dov’è il tuo/mio regalo?-
-Senti lo sai che Londra non mi piace, un po’ perché prima l’adoravo, un po’ per il motivo per cui ci vado adesso, insomma lo sai.-
-Sì.-
-Ecco martedì scorso ero lì con lui che mi parlava della casa, dei progetti, di vacanze ed io ero anche contenta di far parte di una proiezione in avanti, non come al solito. Insomma mentre dicevo che sì, Jill e Rob sono una coppia carina con cui partire questo ottobre, passiamo di fronte ad un vecchio libraio, non uno a caso, quel vecchio libraio, quello di cinque anni fa e allora mi fermo ed entro, mentre lui chiede in chat a Rob se prendiamo un appartamento o bisogna prenotare l’albergo. Entro e sorrido al vecchio libraio, ancora più vecchio dell’ultima volta, come se poi l’ultima volta non fosse sembrato già un pezzo d’antiquariato. Mi sorride ed io mi specchio in quel sorriso appassionato, con le gengive sottili come la polvere che si respira in quella dannata, bellissima, bottega. Mi guardo in giro dando le spalle alla finestra ed appena un attimo prima di uscire dopo il cenno di “ok per l’albergo” trovo questo.
Lo prendo in mano come si sollevano alcuni ricordi. Delicata e impaziente.
Mi fermo. Mi fermo tutta. Io, il libraio, il tempo del mondo, il respiro, il cuore.
Lo compro ad un prezzo che non esiste e il sorriso del libraio mi lascia interdetta e sciolta, una nevicata sul nostro mare d’agosto.
È la prima edizione, la tua prima.-
Zitto, qualunque cosa dica non andrebbe bene, non sarebbe giusta, non reggerebbe il ritmo di un discorso che gioca sul sentimento, il passato e l’effetto sorpresa, è troppo brava, la mia.
-Sì lo so che pensi.- dice con tono diverso, tornata a galla nel modo attuale, bevendo d’un colpo un caffè freddato nel tempo di una vita- lo so ed hai ragione. Non avrei dovuto, né dirtelo, né portartelo. Ma l’ho fatto solo perché tu sai perché. Perché tu mi sai, tu mi leggi.-
-Già.-
-Leggimi.-
Respiro. -Capitolo uno: i suoi capelli.

2 Comments


  • Interessante. ..

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      • luglio 25, 2014

      dici?

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