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anche tu qui

by gud, gennaio 4, 2017

Era freddo, freddissimo ed io ero distratta, stavo cercando il quadernino nero perso dentro la borsa.
L’indirizzo preciso di dove stavo per essere lo avevo appuntato lì, tra uno scarabocchio e due appunti.
Mi piacciono i taxi ma provo sempre un brivido d’ansia quando ci salgo sopra ed ogni volta mi auguro una manciata di quelle chiacchiere casuali che ti rendono la serata un po’ migliore.
È stato, come sempre, questione di un attimo.
Il quadernino in mano, cerco la pagina, dico la via con un accento tremendo, vedo le luci, il traffico, la fila di macchine, tu.
Un metro, un vetro, due carrozzerie di spazio infinito in un tempo minuscolo per ricordare che io non ti vedo, più.
E mi giro seguendo la velocità uguale e contraria del tuo altro taxi nella tua altra direzione e ti guardo guardarmi e sparire tra una fila di automobili in questa strada accidentata di ricordi asfaltati pur di andare avanti.
Affondo coi polmoni nella pelle usurata dei sedili posteriori.
Affogo i flash in una gozzata di, costosissima, acqua alle vitamine, qui la fanno praticamente solo così.

Ti odio ancora con tutto l’amore del mondo.

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