Bagno Primavera

È mattina, è luglio, mi sono appena fatta asciugare dal sole, l’acqua era tiepida, la sabbia di lava. Sfilo il prendisole dai raggi dell’ombrellone, me lo lascio scivolare addosso insieme a qualche granello. Cammino scalza sul sentiero di legno sbiadito, attraverso l’entrata trionfante del bagno, mi avvicino al bancone del bar, il granito in ombra… Continua a leggere Bagno Primavera

anche tu qui

Era freddo, freddissimo ed io ero distratta, stavo cercando il quadernino nero perso dentro la borsa. L’indirizzo preciso di dove stavo per essere lo avevo appuntato lì, tra uno scarabocchio e due appunti. Mi piacciono i taxi ma provo sempre un brivido d’ansia quando ci salgo sopra ed ogni volta mi auguro una manciata di… Continua a leggere anche tu qui

Porto d’aria

Meno male che questa doveva essere la fine di un capitolo sconnesso e disadattato da cui far sbocciare una nuova e pulita esistenza. In tutto questo la parola chiave è sbocciare ma nel senso di Cristal. Il problema sorge sempre con quel prima timido e poi accecante tentativo di riempire quel vuoto preciso con non… Continua a leggere Porto d’aria

Quattro Quinti

Io non posso aspettare Io non so aspettare Io non posso aspettare Io non riesco ad aspettare. Aspettare. Quattro costanti quarti di clavette africane con un’imprecisione che mi sfugge: le mie ginocchia sotto il tavolo. Tengo il tempo, che è un uomo che ti apre la portiera dell’auto ma che quando hai bisogno che ad… Continua a leggere Quattro Quinti

Piramidina

Hai presente i giochi di legno? Non i rompicapo, quelli per bambini, per i bambini intelligenti. Per i bambini coi genitori un po’ fricchettoni o molto radical che hanno questi figli di nome Zeno a cui invece del monopattino comprano le biciclette in abete senza pedali. Ecco, hai presente quel gioco a incastro coi parallelepipedi… Continua a leggere Piramidina

Condizionale stretto.

Vorrei parlarti con le parole più comuni che so. Vorrei raccontarti della mia noia, della fretta, della smania. Vorrei telefonarti mentre cammino per le strade del mare e e lamentarmi delle cose solite. Vorrei sapere che ne pensi dei miei progetti, dei sogni che mi vergogno a far schiudere. Vorrei ascoltare i tuoi consigli sulle… Continua a leggere Condizionale stretto.

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Ricordi ancora quando la pelle era carta bianca? Poco. Già da bambino, per cogliere more, tornavo a casa rigato di spine. Mia nonna sorrideva scuotendo la testa, mi prendeva in braccio e con pazienza disinfettava le mie ferite di guerra. Quanto frizzava. Facevo gli occhi lucidi ma non piangevo, speravo che quello strazio finisse in… Continua a leggere More

Marea

Cazzo quante ce ne siamo dette. L’ultima litigata che abbiamo fatto era proprio definitiva, una di quelle robe che ti incontri per strada e cambi marciapiede. Sei pazza, fatti curare. Sei una stronza, considerami morta. Quando ero arrabbiata con te ho scritto un racconto. Una tartare di risentimento costellata dal lato triste della verità. Parlava… Continua a leggere Marea